da «il Sipario Aquila»
di L.F.
Già il titolo della mostra-no communication è emblematico
della filosofia di Franco Belsole
La costatazione della limitazione della conseguente alienazione,che
permea un linguaggio ormai arroccato in stereotipie e moduli
convezionali ha ispirato il suo lavoro.Le immagini fotografiche
cercano di riprodurre tale mancanza.Utilizza quindi mezzicampi,
piani ravvicinati nei quali la figura umana è presente
non è mai colta completamente ma è sempre sfuggente.
I protagonisti delle immagini senza storia di Belsole sono figure
di spalle e spesso senza volto. Questo è lo stile scelto
dall'artista per evidenziare l'io ridotto e minacciato dell'uomo
contemporaneo. Linee metalliche e superfici riflettenti sono
simboli delle barriere concrete o mentali dentro le quali gli
abitanti del villaggio globale si trovano prigionieri.
Unico riscontro oggettivo a sofferenza e disagio psicologici è lo
spazio.
Spazio che persiste agli sguardi selettivi di un umanità perduta.
E New York rappresenta la controparte fisica dell'incomunicabilità.