da «Diritto e Rovescio»

Intervista di A.Gabrielli

Fin da quando abbiamo aperto la porta della redazione e,lo abbiamo visto con la cartella de suo lavoro , abbiamo compreso che non sarebbe stata una intervista facile.

Ed infatti l'ora e più,di quel caldo pomeriggio di luglio,che abbiamo trascorso insieme è servita

a guardare e riguardare le sue immagini,ma da parte di Franco,c'è stato quasi un rifiuto a spiegarcene il significato.

< le parole non servono, bastono le immagini a raccontare eventi sentimenti,sensazioni..>

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è stato il suo esordio.Il nostro sconcerto iniziale si è attenuato via via che le immagini passavano e ripassavano per le nostre mani,sotto i nostri occhi,via via che Franco si <scioglieva> e ci aiutava ad entrare nelle sue opere.

<..sono passato da opere completamente astratte ,giochi d'ombre, particolari architettonici ed ho iniziato ad inserire la figura umana.>

<..la ragazza fuori dalla stanza sta guardando,il taxi che s'allontana,

in fondo potrebbe essere mio padre..> pensa.

<<..uomini,donne ,giovani,vecchi che sfiorano che si incrociano ma non si incontrano,divisi da barriere fisiche che,ogni giorno di più,l'avanzare del progresso tecnologico impone.>

..la signora con la borsa sta per entrare nella cabina telefonica: è incredibile che dopo tanti anni lui mi abbia riconosciuta e mi segua.Se non la smette chiamo mio marito...

<<..nemmeno si accorgono degli ostacoli che delimitano il loro spazio,credono di essere liberi,ma non lo sono affatto..>

...carina la ragazza seduta sull'autobus che se ne sta andando; anche se le grido qualcosa,il vetro ed il rumore le impediranno di sentirmi.

..<< sono le materializzazioni delle paure,degli impedimenti,degli ostacoli che ognuno di noi porta dentro di sé.>

Ogni foto di Belsole sembra racchiudere una storia,o più storie.

Ognuna è il fotogramma di un film lungo quanto una vita intera,quanto più vite.Prima di quell'istante fissato sulla pellicola qualcosa è già accaduto,,subito dopo, qualcosa dovrà accadere.

Le vite si incrociano,si sfiorano,ma c'è sempre una barriera che tende a separarle che impedisce loro di sovrapporsi di mescolarsi.

Gli spazi sono sempre più ristretti,gli ostacoli,gli impedimenti sempre più vicini fino ad isolare ogni essere in un propria cellula angusta.

<.il telefono è un elemento ricorrente, con il suo cavo è un po' cordone ombelicare, un po'ancora di salvezza, con esso posso forse sperare di spezzare l'isolamento...>.